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Mostra: L'antica cucina veneta dal Medioevo al Liberty, 13 dicembre 2003 - 21 marzo 2004
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Esposizione
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L’antica cucina veneta dal Medioevo al Liberty
Una prospettiva storica nata dal focolare
Treviso, Ca’ da Noal
13 dicembre 2003 – 21 marzo 2004
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* L’evento
Treviso celebra la straordinaria tradizione della cucina veneta offrendo uno spaccato di storia che abbraccia sette secoli, partendo proprio dal focolare coinvolge ogni aspetto dell’esistenza, perché parlare di cibo costringe a raccontare storie più vaste che coinvolgono la cultura, l’economia e la storia di questo territorio unico.
L’evento propone uno straordinario excursus sulla tradizione culinaria del Veneto, dalla sfarzosa ricchezza dell’antica cucina veneziana alla genuina tradizione popolare, passando attraverso prelibati sapori mai perduti, le ricette storiche, i riti della tavola, le mode, l’arte.
* La tradizione culinaria veneta
Il percorso espositivo è un viaggio emozionante tra le cucine e le sale da pranzo che hanno caratterizzato la storia del Veneto ma non solo, visto che la Serenissima è stata punto di riferimento culturale e culinario in Italia e in Europa.
Venezia diviene capitale della cucina mondiale grazie all’incredibile varietà di prodotti che
il Veneto riesce ad offrire, ma soprattutto alla sua posizione di regina incontrastata del Mediterraneo. I commerci con l’Oriente permettono ai veneziani di conoscere e fare proprie usanze e materie prime pressoché sconosciute nel resto dell’Occidente. I ricettari dell’epoca riportano, infatti, un’impressionante ricchezza di ingredienti per la composizione delle pietanze e ne dimostrano un’approfondita conoscenza. Con la scoperta del Nuovo Mondo s’introducono sulle tavole venete nuovi prodotti che rimangono ingredienti basilari della moderna gastronomia come il mais, i fagioli e la zucca.
A Venezia rimane sempre forte l’attenzione verso i piaceri della tavola, tanto da ispirare
a Carlo Goldoni una esemplare battuta all’interno della commedia Chi la fa l’aspetti “Semo a Venessia sala! No ghe nasse gnente, e ghe xe de tuto, a tute le ore ….”
Nel ‘300 appare il “Libro per cuoco”, un importantissimo trattato dove già compaiono le frittelle e le zuppe di pesce. Nel 1475, in contemporanea con i colleghi di Roma e Lovanio, il tipografo Massimo Alberini pubblica il De onesta voluptate e valetudine del Platina, il primo libro di cucina al mondo, e nel corso del XVI secolo vengono stampati nella città lagunare quasi tutti i trattati e i manuali di cucina del tempo. Sempre nel ‘500, per un’intuizione del Conte Emo nasce, nella sua villa palladiana, la polenta di mais, ancor oggi simbolo della cucina veneta.
Così la storia culinaria veneziana e veneta è un susseguirsi di primati, dall’impiego delle spezie alla ricchezza dei banchetti nobili. L’arte del convivio trasforma un pranzo in spettacolo scenico, carico di attesa, stupore e meraviglia. La decorazione dei banchetti, la disposizione delle tavole, i tempi e la scelta delle vivande erano oggetto di grande attenzione. Le tavole veneziane hanno ospitato importantissimi commensali - papi, regnanti, dogi e artisti di ogni epoca – sono state adornate con tessuti pregiati e oggetti di grande valore – dai cristalli di Murano ai vetri di Damasco – hanno visto muoversi attorno a loro una quantità di figure innumerevoli – dai cuochi, ai siniscalchi, ai coppieri - offrendo per secoli le migliori pietanze.
Le tracce di questa grandissima tradizione gastronomica sono ancor oggi palpabili ovunque, non solo per la celebre cucina apprezzata in tutto il mondo ma grazie ai testi scritti, all’iconografia e all’architettura. L’arte della cucina veneta è dentro i dipinti di Carpaccio, di Bassano, di Veronese e Tintoretto dove compaiono oggetti e usanze del tempo, è nelle ville venete immerse nella campagna, è nelle strade di ogni città in cui non si può non cedere alla tentazione di entrare in una delle caratteristiche osterie o in un accogliente ristorante.
* L’esposizione
L’esposizione ripropone tutti i profumi e le sensazioni di questa tradizione attraverso dipinti, documenti, oggetti originali di grande valore storico e la ricostruzione di ambienti dell’epoca, che raccontano la storia degli uomini di questo territorio dentro e fuori dalle mura domestiche.
La mostra regala la sua prima suggestione attraverso la ricostruzione di una tipica cucina veneta. Un ambiente che nei secoli ha mantenuto quasi intatto il suo sapore, costituito dall’immancabile focolare e dal grande tavolo, simbolo d’incontro e di ritrovo, attorno cui ruotava tutta la vita familiare. Ad accompagnare il visitatore dentro questa dimensione quotidiana sono i prodotti della cucina veneta, gli antichi strumenti di lavoro, le suppellettili, un trionfo di rami e peltri.
Un’altra sala offre pillole di cucina veneta, brevi estratti dai più significativi testi legati alla tavola, ricette antiche, oggetti e iconografia. Un breve sunto della tradizione popolare, semplice e legata al ciclo delle stagioni, ma anche esaltata da manifestazioni conviviali, dai ricchi banchetti e dai pranzi in villa.
Un affascinante allestimento ricrea un pranzo borghese dell’Ottocento, una grande tavola imbandita con ceramiche, vetri e argenti per arrivare all’angolo del caffè, caratteristico del Settecento. Chiude l’esposizione una sala dedicata ai pezzi più preziosi della raccolta.
I materiali convocati per l’importante esposizione provengono dalle civiche raccolte trevigiane di arti decorative (mobili veneziani del ‘700, maioliche rinascimentali graffite, terraglie e porcellane neoclassiche e settecentesche, vetri e ferri battuti). Altre opere provengono da musei etnografici e da collezionisti privati, antiquari e nobili famiglie veneziane.
* L’enogastronomia dei giorni nostri
Naturalmente non esiste epilogo migliore a questa mostra che deliziare il palato con i meravigliosi piatti dell’antica cucina veneta, creati da secoli di tradizione e oggi rivisitati da celebri chef della provincia di Treviso in occasione dell’esposizione.
Questa terra del buon vivere, dove stare a tavola è un rito ma soprattutto un piacere, autentico e sincero, offre veri e propri templi di ospitalità dove degustare le proposte di un’enogastronomia che ha davvero poche rivali per qualità e ricchezza di profumi e sapori.
Il radicchio di Treviso e di Castelfranco, il prosciutto di S. Daniele, l’asparago bianco di Bassano sono prodotti di fama ormai internazionale e così i funghi, i formaggi, i piatti di pesce, la genuina pasta e fagioli e le frittelle.
Ad accompagnare questo grande itinerario di sapori ci sono sempre ottimi vini, dal Prosecco, all’Amarone, al Valpolicella, per arrivare alla grappa. Basterà far tappa in una delle antiche osterie per assaporarne tutte le qualità.
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Sono disponibili ricette storiche originali dal 1300 al 1800 e immagini in formato digitale.
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